L'intersezionalità si è affermata come una delle categorie analitiche più incisive e necessarie per la comprensione delle dinamiche di potere e delle disuguaglianze nei contesti educativi e sociali. L’approccio narrativo consente, attraverso uno studio qualitativo, di evidenziare quanto il lessico, i costrutti e le pratiche educative impattino sulle esistenze già caratterizzate dalla disabilità e su quanto le esperienze scolastiche, formative e lavorative siano contraddistinte da costrutti e pregiudizi legati all’abilismo, una forma specifica di discriminazione che pervasivamente intreccia ogni struttura linguistica, culturale e sociale. In questo quadro, la ricerca narrativa, previo inquadramento degli elementi teorici, assume una valenza euristica che non si limita a raccogliere dati, ma restituisce la parola al femminile, storicamente silenziato. Lo studio presenta l’analisi condotta su interviste narrative a donne con disabilità che occupano posizioni lavorative e nell’impegno civile delle comunità di appartenenza. Attraverso i loro racconti, l'indagine svela come la narrazione del sé diventi lo strumento privilegiato per scardinare le rappresentazioni stereotipate, offrendo nuovi modelli di cittadinanza attiva e partecipazione democratica.