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Call for Papers 165 (1) 2023: Labor transformations in the ecological transition

14-02-2022

Call for Papers SOCIOLOGIA DEL LAVORO Special Issue n. 165 (1) 2023

Labor transformations in the ecological transition: work, welfare and social movements in the era of climate justice

A cura di: Maura Benegiamo – Università di Pisa, mbenegiamo@gmail.com – Paul Guillibert – Universidade de Coimbra, paulguillibert@gmail.com – Matteo Villa – Università di Pisa matteo.villa@unipi.it 

Scadenza per la presentazione di un articolo: 15/09/2022

Scarica la call for papers [EN/IT] (PDF)

Contesto e obiettivi

Il presente numero speciale di Sociologia del Lavoro mira ad ampliare il dibattito sul lavoro e le trasformazioni eco-sociali. Si concentra in particolare su concetti emergenti come transizione giusta (just transition), benessere sostenibile (sustainable welfare) e giustizia climatica (climate justice), per sviluppare una comprensione scientifica e integrata dei fenomeni economici, sociali e ambientali che influenzano il lavoro e le politiche del welfare da diverse prospettive.

La ricerca di politica sociale ha spesso descritto gli ultimi due decenni come un periodo segnato dalla cosiddetta doppia crisi dei sistemi occidentali di welfare (Taylor-Gooby 2004). Da un lato, la domanda di protezione sociale è andata aumentando a causa della riconfigurazione dei rischi sociali “classici” e dell'emergere di nuovi, tra cui la dualizzazione e la flessibilizzazione del mercato del lavoro (Emmenegger et al. 2012; Gallie 2013). Dall'altro, la crisi fiscale derivante dalle risposte degli Stati alla recessione economica del 2008, sulla scia della dottrina dell'austerità, ha ridotto lo spazio di manovra delle politiche pubbliche (Farnsworth e Irving 2011). Questo scenario è stato in parte modificato dagli sviluppi successivi alla diffusione della malattia Covid-19, con l'implementazione dei PNRR, ma è reso più complesso dagli effetti sociali della pandemia e dall'approfondirsi della crisi ecologica. Questi ultimi hanno portato gli studiosi, in particolare nel campo del welfare sostenibile, dell'economia ecologica e dell'ecologia politica, a riconoscere la necessità di paradigmi socio-economici alternativi per affrontare le ulteriori potenziali contraddizioni dovute all'emergere di nuovi rischi sociali legati agli impatti diversificati dei cambiamenti climatici, alla distruzione degli habitat e della biodiversità e al degrado dei suoli e delle risorse naturali (cfr. Pellizzoni, 2021; Perkins 2007; Barca 2020; Benegiamo, 2020; Fritz e Koch 2019; Laurent 2021 ; Leonardi 2019; Lawn 2016; Villa 2020; Keyßer e Lenzen 2021).

In effetti, nel breve periodo il cambiamento climatico «funziona principalmente come aggravante dei rischi sociali esistenti, quali i rischi sanitari, la povertà, la disuguaglianza e la sicurezza umana» (IPCC 2014, citato in Johansson 2016, trad. propria), colpendo soprattutto le comunità e i territori più vulnerabili, oltre a dare ulteriore impulso ai processi di spostamento e migrazione. Tuttavia, nel lungo periodo, soprattutto in caso di politiche deboli di anticipazione, mitigazione e conservazione, il cambiamento climatico potrebbe diventare il principale motore dei rischi sociali, con gravi effetti sulle risorse naturali e artificiali da cui le società dipendono (cibo, energia, infrastrutture), sulle loro economie, oltre che sul regime occupazionale-assicurativo su cui è disegnato il loro sistema di welfare (Ibidem). Inoltre, anche le politiche di mitigazione e adattamento possono facilmente avere forti implicazioni sociali creando effetti fiscali regressivi (ad esempio a causa delle carbon tax), esacerbando la «competizione fiscale tra welfare ed esigenze ambientali» (Gough 2017: 58-9) o a causa del declino e della trasformazione di alcuni tipi di processi produttivi ed economie locali con conseguente perdita di posti di lavoro e deterioramento delle condizioni di lavoro e skill-mismatches.

D'altra parte, i processi di transizione possono favorire la creazione di nuovi posti di lavoro e/o una riorganizzazione più sostenibile dei sistemi occupazionali, di reddito e di protezione, del rapporto tra lavoro produttivo e di cura, nonché degli equilibri tra lavoro e vita personale (Alberio e Arcidiacono 2020; Beblavý et al. 2014; Gough 2017; Lawn 2016; Noonan 2010; Sommestad 2012, Stahel 2016; Villa 2016). Anche se una maggiore analisi empirica sembra essere necessaria (vedi ad esempio Angelov e Johansson 2011; Millar et al. 2019).

In questo contesto, comprendere il nesso tra questioni sociali e ambientali richiede di considerare approcci e dinamiche di un diverso tipo di complessità rispetto a quelle a cui la ricerca e le politiche su lavoro e sul welfare hanno fatto riferimento in passato (Villa 2020; forthcoming). Concetti come transizione giusta, benessere sostenibile e giustizia climatica sono stati elaborati dagli studiosi per affrontare le questioni sociali emergenti come parte di una più ampia risposta alla crisi ecologica (si veda ad esempio Fitzpatrick 2011; ILO 2015; Koch e Mont 2016; Laurent 2021; Martinez-Alier 2017; Jacobsen 2018; Morena, Krause e Stevis, 2020; Räthzel, Stevis, e Uzzell 2021). Questi approcci includono visioni globali e intersezionali attente a non esternare il peso delle riforme e delle politiche oltre i confini nazionali, o su soggetti subalterni come i lavoratori migranti, i lavoratori precari e sotto qualificati, le famiglie e le comunità povere e attraverso dinamiche di discriminazione di genere. 

Tuttavia, sembra ancora difficile per la ricerca scientifica affrontare efficacemente i trade-off tra questioni occupazionali, sicurezza sociale e tutela dell'ambiente; tenere conto delle crescenti contraddizioni tra processi storici, tecnologici e biologici e comprendere il ruolo degli attori politici, sociali ed "esperti" e il modo in cui la loro interazione produce dinamiche complesse e conflittuali (Pellizzoni 2015; Tiezzi 2005). Di fatto, gli studiosi di lavoro, welfare e sostenibilità fanno ancora fatica a promuovere processi di ricerca integrati per comprendere meglio le dinamiche della crisi, i suoi effetti occupazionali e le risposte messe in campo dalle politiche e dai movimenti sociali.

Per questo motivo, ed in linea con le prospettive di ricerca sopraelencate, questo numero speciale muove dalla necessità di:

  • approfondire il ruolo delle politiche sociali e del lavoro nel contesto della crisi ecologica e della necessaria transizione e contro i rischi di ulteriori crescenti disuguaglianze;
  • esaminare le politiche e le iniziative eco-sociali sia top-down che bottom-up che combinano obiettivi ambientali globali e di giustizia sociale.
  • analizzare approcci, strumenti ed esempi di processi e iniziative di decarbonizzazione del lavoro e del welfare;
  • esplorare la trasformazione del lavoro e del welfare andando oltre il paradigma della crescita.

Coerentemente, cerchiamo contributi teorici ed empirici, da varie discipline accademiche, che prendano in esame, in particolare, tre aspetti interconnessi:

  1. I rischi occupazionali e le trasformazioni del mercato del lavoro generate da programmi che combinano transizione ecologica e tecnologica (ad esempio politiche verdi, piani di transizione energetica, ristrutturazione dei processi produttivi) e la loro traduzione in contesti specifici, incluso il ruolo degli attori, le loro costellazioni, i conflitti ed i modelli di governance multilivello.
  2. Il ruolo delle politiche sociali e del lavoro nell'affrontare la crisi eco-sociale, e i possibili modelli emergenti di welfare sostenibile e di transizione giusta (per esempio il reddito minimo/basico, la riduzione dell'orario di lavoro, l'investimento sociale e le politiche attive del lavoro, l'apprendimento permanente, la creazione di posti di lavoro verdi, ecc.)
  3. L'ambientalismo dal basso, nel contesto della giustizia climatica, e l'interazione - conflittuale o convergente - tra sindacati e movimenti per la giustizia ambientale.

A questo proposito, tre principali domande di ricerca potrebbero essere:

  1. Come possiamo far progredire la comprensione concettuale delle trasformazioni del lavoro e del benessere da una prospettiva di transizione giusta, di benessere sostenibile o di giustizia climatica, o anche da una combinazione di tutte queste?
  2. Come possiamo generare nuovi dati empirici - sia in progetti di ricerca su larga scala che basati sul contesto – su i rapporti, i luoghi, i contesti ed i mercati del lavoro, nonché sulle implicazioni sociali delle transizioni ecologiche?
  3. Quali metodi possono essere utili per indagare processi complessi sul campo, dove gli attori sociali e politici affrontano molteplici compromessi e conflitti?

Scadenze e termini di partecipazione 

Gli articoli, in italiano o inglese, devono essere caricati entro il 15 settembre 2022 sulla piattaforma

informatica Open Journal Systems di FrancoAngeli, registrandosi come «autori» alla pagina http://ojs.francoangeli.it/_ojs/index.php/sl/index e seguendo le istruzioni per caricare l’articolo completo.

L’articolo potrà avere una lunghezza massima di 8.000 parole e dovrà tassativamente rispettare le norme editoriali della rivista: https://www.francoangeli.it/riviste/NR/Sl-norme.pdf. Non si accettano testi che non siano stati editati secondo le norme redazionali o di dimensioni eccedenti quelle indicate in questa call.

Gli articoli correttamente formattati e caricati sulla piattaforma informatica della rivista saranno sottoposti al processo di double blind peer review.

Riferimenti bibliografici 

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VILLA M. (forthcoming), Sustainable Transitions and the Welfare State: A Pragmatist-Systemic Approach, Project Under contract with Routledge Taylor & Francis group.