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Proposte

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Lista di controllo per la predisposizione di una proposta

Durante la procedura di trasmissione di una proposta, gli autori devono verificare il rispetto dei seguenti requisiti; la submission potrebbe essere rifiutata se non aderisce a queste richieste.
  • Il mio articolo risponde alla call for paper che ho scelto all'inizio della submission.
  • Il file è stato composto seguendo le istruzioni su come assicurare una revisione cieca.
  • Dove disponibile, è stato fornito il DOI nei riferimenti bibliografici.
  • Riporterò i metadati obbligatori della proposta, rispettando quanto indicato nelle Norme redazionali. Ho inserito tutti i metadati in minuscolo, con le iniziali maiuscole.
  • Dichiaro di aver letto, firmato e caricato nell'archivio delle proposte, dopo aver terminato il processo di submission, la lettera di liberatoria della rivista. L’articolo non è stato precedentemente pubblicato né proposto a un’altra rivista.

Linee guida per gli autori

FrancoAngeli mette a disposizione di tutti i propri autori le guide tecniche per la submission delle proposte, scaricabili da questa pagina. Per supporto specifico, contattare via email: journals@francoangeli.it

Articoli per sezione non monografica

Call for papers (2022-2023)

Questa Call for papers riguarda articoli a tema libero che saranno valutati per la pubblicazione nella sezione «Saggi» nel corso delle annate 2022 e 2023. Si invitano pertanto gli studiosi italiani e stranieri, esperti e operatori sociali a proporre contributi su tematiche concernenti il lavoro, con riferimento alle variegate articolazioni che esso assume nell’economia formale e informale e relativi mercati, organizzazioni e istituzioni; ai diversi principi di organizzazione sociale in riferimento al tempo, allo spazio, alla dimensione di genere, di età, ecc.; ai molteplici fenomeni e aspetti con cui si intreccia: dalla conoscenza, ai processi formativi e alla politica, dalla vita familiare al tempo libero, dai processi migratori ai dispositivi di welfare, fino alle più recenti trasformazioni del lavoro nell’economia digitale.

Nel processo di selezione saranno privilegiate le proposte che meglio combineranno diverse angolature di osservazione: teoriche e di ricerca, micro e macro-sociologiche, specificamente contestualizzate e orientate alla comparazione. Sono ritenute di grande interesse anche riflessioni critiche su categorie di analisi o su specifici approcci teorici, nonché letture contemporanee di classici della sociologia economica e del lavoro.

Le proposte di saggio, in versione completa (in italiano o in inglese), per un massimo di 8.000 parole, redatte rigorosamente in base alle norme redazionali della Rivista (disponibili a questo link: https://static.francoangeli.it/fa-contenuti/riviste/nr/sl-norme.pdf), dovranno essere inserite sulla piattaforma OJS della casa editrice, utilizzando il pulsante «Proporre un saggio» nella pagina web di Sociologia del lavoro del sito Franco Angeli: https://www.francoangeli.it/riviste/sommario.aspx?IDRivista=83 seguendo le istruzioni per la presentazione della proposta.

Qualora il saggio non risulti pertinente con i temi della Rivista o sia apertamente al di sotto degli standard previsti entro 45 giorni ne sarà data comunicazione all’Autore/Autrice e agli/alle Autori/Autrici. In caso di interesse da parte della Redazione esso verrà sottoposto alle procedure di double blind peer review in vista della decisione in merito alla pubblicazione. L’esito di tale valutazione, unitamente ai suggerimenti dei valutatori, sarà tempestivamente comunicato al/alla/agli/alle Autore/Autrice/Autori/Autrici.

Labor transformations and ecological transition - 165/2023 (1)

CALL FOR SPECIAL ISSUES n. 165 (1) 2023

Trasformazioni del lavoro nella transizione ecologica. Lavoro, welfare e movimenti sociali nell'era della giustizia climatica

a cura di Maura Benegiamo (Università di Pisa), Paul Guillibert (Universidade de Coimbra),  Matteo Villa (Università di Pisa)

Scarica la call for papers [EN/IT] (PDF)
Scadenza per la presentazione di un articolo: 15/09/2022

Labour migration, disuguaglianze e regolazione - 166/2023 (2)

CALL FOR SPECIAL ISSUES n. 166 (2) 2023

Labour migrations, disuguaglianze e regolazione dalla grande recessione alla crisi pandemica

a cura di Maurizio Avola (Università di Catania), Roberto Impicciatore (Università di Bologna), Nazareno Panichella (Università di Milano)

Scarica la call for papers [IT/EN] (PDF)
Scadenza per la presentazione di un articolo: 15/12/2022

New directions in Labour Process Theory - 167/2023 (3)

CALL FOR SPECIAL ISSUES n. 167 (3) 2023

Nuove direzioni nella Labour Process Theory

a cura di Francesco Bagnardi (Scuola Normale Superiore), Vincenzo Maccarrone (University College Dublin)

Scarica la call for papers [IT/EN] (PDF)
Scadenza per la presentazione di un articolo: 15/03/2023

[NON ATTIVA] Il lavoro e le regole - 164/2022 (3)

Obiettivi e contenuti della special issue

Lo scopo della special issue è di ricostruire la trasformazione del rapporto fra diritto del lavoro e sociologia, con particolare riferimento alla stagione che si è aperta dopo la crisi finanziaria del 2008 e si è aggravata con la crisi sanitaria, attraverso contributi multidisciplinari nei quali si riconoscano gli elementi di convergenza e di frizione fra il punto di vista sociologico e quello giuridico in ordine alle trasformazioni del lavoro e delle organizzazioni produttive.

Il rapporto fra la prospettiva sociologica e quella giuridica sul lavoro ha cambiato segno più di una volta da quando, fra le due guerre mondiali, il diritto del lavoro è emerso come disciplina autonoma dal diritto civile.

La prospettiva delle scienze sociali ha avuto un rilievo determinante nello sviluppo delle categorie fondamentali del diritto del lavoro cosiddetto “classico”. Per i giuslavoristi “classici”, il contratto di lavoro è diverso dagli altri contratti civili e commerciali nella misura in cui il rapporto di lavoro va inteso, sociologicamente, come rapporto di soggezione e subordinazione, e non dunque come contratto fra eguali. La capacità di riconoscere giuridicamente un rapporto di potere de facto fra due soggetti – datore di lavoro e lavoratore – è la base essenziale su cui è stato costruito il diritto del lavoro, innescando un processo di civilizzazione dell’impresa (Supiot 1994, cap. IV).

Una relazione molto stretta con l’analisi sociologica è anche alla base dello sviluppo del diritto sindacale. Basti ricordare che il costrutto di ordinamento intersindacale – alla base delle norme promozionali della Legge 300/1970 – fu elaborato da Gino Giugni sulla scorta dell’istituzionalismo di Commons e Perlman.

A partire dagli anni Novanta, la svolta neo-riformista del diritto del lavoro è stata accompagnata da un’inversione di prospettiva. L’indebolimento delle tutele del lavoro è stato giustificato sulla base della permanente emergenza occupazionale, accompagnata dall’idea che il lavoro fosse sempre meno bisognoso di tutela. A questa possibilità hanno dato un contribuito non secondario le ricostruzioni delle trasformazioni organizzative che enfatizzavano i presunti guadagni di autonomia dei lavoratori nei processi di produzione c.d. postfordisti, e l’idea che le scelte organizzative delle imprese fossero comunque contrassegnate da un’intrinseca razionalità, garantita dal mercato (e dai mercati finanziari).

Già a partire dalla metà degli anni Ottanta, per vero, il diritto del lavoro ha subìto una trasformazione profonda, che ha investito i due pilastri essenziali della disciplina: innanzitutto, si è venuta indebolendo la forza egemonica della categoria di subordinazione, chiave di volta dell’intero sistema. L’elaborazione del costrutto di parasubordinazione attorno ad una norma processuale indicativa della vis attrattiva del diritto del lavoro, ha consentito, per eterogenesi dei fini, una progressiva fuoriuscita dei rapporti di lavoro dall’area delle tutele.

In secondo luogo, è stato progressivamente indebolito il divieto di interposizione nei rapporti di lavoro, dapprima con l’introduzione del lavoro temporaneo tramite agenzia (1997), poi con la somministrazione di lavoro (2003), coeva all’abrogazione della legge 1369 del 1960 e a numerosi interventi univocamente finalizzati a favorire i processi di scomposizione del ciclo produttivo, a partire dalla modifica alla nozione di ramo d’azienda (art. 32, d.lgs. n. 276/03).

Dopo il collasso finanziario del 2008, l’inasprirsi delle disuguaglianze, l’aumento delle povertà, il peggioramento delle condizioni di lavoro, hanno sollecitato le scienze sociali non soltanto a rinnovare la loro attenzione per le condizioni di lavoratori e disoccupati, ma anche ad analizzarne le cause, dedicando un’attenzione crescente alle dinamiche di potere sociale sottese alle trasformazioni ed elaborando strategie e strumenti di regolazione.

La sociologia del lavoro e delle organizzazioni e la dottrina giuslavoristica hanno proceduto, in maniera sostanzialmente parallela, ad approfondire due questioni che restano di centrale rilievo per la regolazione giuridica del lavoro: (a) la dinamica dell’azione organizzativa nelle relazioni di lavoro, dentro e oltre i rapporti di pura gerarchia, tradizionalmente governati dal potere direttivo del datore di lavoro ; (b) la questione dei “confini dell’impresa”, ovvero i processi di segmentazione dei processi produttivi, di esternalizzazione e di delocalizzazione, con le loro conseguenze in termini di tutela del lavoro e dell’azione sindacale.

Più recentemente, un ulteriore terreno di approfondimento comune alle due aree disciplinari è divenuto (c) il cosiddetto “lavoro digitale”, articolato nella doppia dimensione dei processi di digitalizzazione dell’industria (c.d. Industria 4.0) e del crescente rilievo dell’organizzazione attraverso piattaforme digitali. Su questo fronte sono oggi disponibili alcuni riscontri empirici della ricerca sociologica e alcuni approdi del diritto positivo e del vivente (specie – ma non solo – con riferimento al lavoro dei c.d. rider).  

Per quel che concerne l’analisi dell’azione collettiva e della sua regolazione, sia nell’una che nell’altra area disciplinare è cresciuta l’attenzione per (d) le strategie di aggiustamento dell’azione sindacale nelle nuove forme di lavoro.

Infine, è prevedibile che, a seguito dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, un’ulteriore fronte di ricerca che impegnerà sia i sociologi che i giuslavoristi sarà (e) lo studio delle dinamiche occupazionali e organizzative in un’inedita congiuntura economica che ha comportato un incremento dell’uso delle tecnologie digitali nonché l’elaborazione degli strumenti normativi per affrontarle.

Lo special issue intende esplorare lo stato, i limiti e le potenzialità del dialogo fra sociologia del lavoro e delle organizzazioni, da un lato, e diritto del lavoro, dall’altro, sulle cinque aree tematiche sopra enunciate.

A questo scopo, invitiamo a sottoporre proposte di articoli che affrontano almeno uno di questi nuclei tematici, focalizzandosi in particolare sulle acquisizioni della sociologia del lavoro e delle organizzazioni e del diritto del lavoro negli ultimi quindici anni:

  • Le traiettorie dell’analisi sociologica sulla trasformazione delle relazioni di lavoro, e sulle sue implicazioni in termini di flessibilità e precarietà, evidenziando in particolare il modo in cui l’analisi sociologica ha messo in luce le dinamiche di potere sociale nei rapporti di lavoro, e il modo in cui ha tematizzato il rilievo delle regole e delle loro trasformazioni;
  • le traiettorie del diritto del lavoro nella regolazione dei rapporti di lavoro, gli strumenti normativi elaborati per la tutela del lavoro non subordinato, il rilievo che l’analisi delle scienze sociali (e dell’economia) ha avuto nella trasformazione dell’elaborazione giuslavoristica sul rapporto di lavoro;
  • le acquisizioni della sociologia economica, del lavoro e delle organizzazioni sulle dinamiche di frammentazione, esternalizzazione, delocalizzazione dei processi di produzione, mettendo in luce in particolare i risultati raggiunti in termini di comprensione delle dinamiche di potere e delle strutture di governance delle catene del valore, nonché di comprensione del rilievo delle norme giuridiche nelle strategie di aggiustamento organizzativo;
  • la trasformazione del punto di vista e dell’elaborazione giuslavoristica sui confini dell’impresa, sui processi di esternalizzazione e sulle connesse responsabilità imprenditoriali, considerando in particolare il contributo che gli attori del campo giuslavoristico hanno tratto dalle analisi della sociologia economica, del lavoro e delle organizzazioni, nonché dal pensiero economico;
  • le acquisizioni della sociologia del lavoro e delle organizzazioni sui processi di digitalizzazione del lavoro, sia per quel che concerne la digitalizzazione della produzione industriale (c.d. Industria 4.0), sia per quel che concerne l’organizzazione del lavoro attraverso piattaforme digitali, con particolare riferimento all’analisi delle dinamiche del potere sociale e organizzativo nei processi di digitalizzazione;
  • le traiettorie dell’analisi giuslavoristica sul cosiddetto “lavoro digitale”, sia per quel che concerne la digitalizzazione dell’industria (c.d. Industria 4.0), sia per quanto riguarda il lavoro organizzato attraverso piattaforme, mettendo in luce in particolare l’attenzione dedicata alle dinamiche del potere sociale e organizzativo nei processi di digitalizzazione, e della sua regolazione;
  • le traiettorie e lo stato della ricerca sociologica sui processi di aggiustamento dell’organizzazione e dell’azione sindacale rispetto alle nuove modalità di organizzazione del lavoro, incluse le forme di quasi-unionism;
  • le acquisizioni del diritto del lavoro e delle relazioni industriali sulle più recenti modalità di organizzazione e azione sindacale;
  • la ricerca sviluppata in seno alle scienze sociali sulle trasformazioni del lavoro nella crisi economica generata dalla pandemia da Covid-19;
  • l’elaborazione sviluppata nel campo giuslavoristico rispetto all’emergenza economica e occupazionale derivante dalla crisi sanitaria del 2020.

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