L’intelligenza artificiale rappresenta un campo cruciale di articolazione del potere statale, nonché un asset strategico nelle dinamiche di competizione tecnologica globale. In virtù della sua natura trasversale, essa incide in profondità sui modelli di governance e sui paradigmi di sviluppo, sollevando interrogativi circa la sovranità tecnologica e la capacità regolativa degli Stati. In tale quadro, le strategie nazionali per l’intelligenza artificiale si configurano come costrutti discorsivi e sociotecnici attraverso cui gli Stati producono immaginari del futuro, definiscono priorità normative e performano il proprio posizionamento internazionale. Il contributo propone un’analisi comparata delle strategie adottate dai Paesi europei, con l’obiettivo di esaminare come esse contribuiscano alla costruzione di una governance comunitaria dell’intelligenza artificiale.