Mentre la comunità scientifica internazionale riconosce l’importanza della Comprehensive Sexuality Education (CSE) come approccio integrato all’educazione sessuo-affettiva, il panorama italiano è caratterizzato da una complessa interazione di fattori culturali e politici che ne ostacolano l’implementazione diffusa e strutturata. Attraverso un quadro teorico che intreccia CSE e pedagogia transfemminista, l’articolo esplora le prospettive di dodici insegnanti di scuola secondaria impegnate attivamente nel promuovere l’accesso all’educazione sessuo-affettiva. Lo studio mette in luce i modi in cui i contesti scolastici sono attraversati da tensioni strutturali, mostrando come l’implementazione dell’educazione sessuo-affettiva sia ostacolata da un clima istituzionale percepito come ostile. Al contempo, emergono strategie di resistenza e negoziazione che contribuiscono a mantenere aperti spazi educativi orientati alla cura, alla riflessività critica ed al riconoscimento delle differenze. Lo studio offre una lettura situata delle esperienze delle docenti e contribuisce ad un dibattito ancora limitato ma urgente sull’educazione sessuo-affettiva nel sistema scolastico italiano.