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SPECIAL ISSUE N. 177(1)/2027

27-03-2026

Introduzione
Negli ultimi anni si è registrato un crescente interesse politico e istituzionale verso l’economia sociale (d’ora in poi: ES). Com’è noto, quello dell’ES è un concetto che designa un campo dai confini labili, racchiudendo al suo interno un insieme variegato di forme organizzative, pratiche lavorative e modalità di produzione e di erogazione di beni e servizi — imprese sociali, cooperative, società di mutuo soccorso, associazioni senza scopo di lucro e fondazioni — accomunate da elementi distintivi quali la non distribuzione degli utili e il perseguimento di interessi collettivi attraverso meccanismi di governance democratici e partecipativi.
Sia a livello comunitario, con il lancio del Piano d’Azione sull’Economia Sociale, sia nel contesto italiano, con il nuovo Codice del Terzo Settore e con l’introduzione degli strumenti della co-progettazione e della co-programmazione, l’ES è sempre più riconosciuta come asse strategico delle politiche pubbliche volte a promuovere la coesione sociale, l’inclusione occupazionale e lo sviluppo sostenibile.
Assieme a questo processo di istituzionalizzazione si è assistito anche alla diffusione di un ampio spettro di sperimentazioni locali e territoriali, che hanno contribuito a ridefinire il ruolo dell’economia sociale nei sistemi di welfare, nelle politiche di sviluppo territoriale e nei processi di innovazione sociale.
In questa Special Issue ci proponiamo di indagare sia i fattori sociali, politici ed istituzionali che condizionano la forma e gli approcci nei confronti dell’ES sia le articolazioni e le interazioni (sia topdown che bottom-up) tra le politiche pubbliche e le iniziative della società civile e dei movimenti sociali.

Stato dell’arte
L’individuazione dell’ES come paradigma emergente ha posto all’interno del dibattito scientifico una serie di interrogativi in merito alla sua definizione sociologica e alle sue implicazioni di policy. Se, infatti, nella sua lunga traiettoria storica il campo definito dalle organizzazioni dell’ES è stato tradizionalmente concettualizzato nella sociologia economica come un “terzo spazio” di fronte — e in potenziale alternativa — allo Stato e al mercato (Laville, 2022; Paci, 2013), negli ultimi anni una serie di studi ha posto in evidenza come, assieme alla sua formalizzazione normativa, lo spazio dell’ES sia stato attraversato da ambivalenze e contraddizioni.
La sua espansione quantitativa, in termini di numero di organizzazioni e di forza lavoro impiegata, avvenuta in coincidenza con la compressione e frammentazione dell’offerta pubblica dei servizi sociali, ha favorito l’identificazione delle organizzazioni dell’ES e del Terzo Settore come erogatori di prestazioni tenuti a colmare le lacune del welfare pubblico, erodendone di conseguenza le capacità di sperimentazione e innovazione sistemica (Borzaga, Gori e Paini, 2023). Inoltre, si è assistito a una crescente ibridazione con le logiche tipiche del mercato privato (Henriksen, Smith e Zimmer, 2015; Reggiardo, 2022), che ha portato la parte più strutturata delle organizzazioni dell’ES a interiorizzare culture manageriali e stili organizzativi produttivistici (Aiken, 2006). Soprattutto in un settore notoriamente caratterizzato da alta intensità di lavoro e bassa produttività, tali trasformazioni hanno condotto a una crescente precarizzazione e sotto-retribuzione (Busso e Lanunziata, 2016; Dorigatti et al., 2024), determinando in diversi casi una crisi motivazionale della forza lavoro impiegata (Fazzi, 2024).
Al contempo, il campo degli studi sull’ES ha anche posto l’attenzione sul ruolo svolto dalle sue organizzazioni nel rispondere all’emergenza e alle situazioni di crisi (Chaves-Ávila e Soler Guillén, 2023) e a quello che potrebbero avere di fronte alle sfide poste dalla doppia transizione, ecologica e digitale (Ciarini, 2025). In particolare, si pone l’accento sul modo in cui la diffusione dei principi mutualistici e delle prassi collaborative — come la co-produzione, la co-progettazione e la coprogrammazione — possa innescare dinamiche di democratizzazione dell’azione pubblica e del lavoro, producendo effetti oltre il perimetro ristretto delle organizzazioni afferenti al campo dell’ES.
È in questo senso che una serie di studiosi ha posto l’accento sul potere trasformativo dell’ES, emancipandola dalla sua definizione settoriale e presentandola come un vettore di riconfigurazione dei sistemi economici e istituzionali. In questa direzione vanno i contributi che insistono sulla proiezione
multiscalare delle forme organizzative e mutualistiche dell’ES (Vercellone et al., 2017; Milburn e Russell, 2018; van Dyk e Kip, 2024), sulla possibilità di ripensare la democratizzazione delle infrastrutture fondamentali dell’economia (Barbera et al., 2016; Dagnes e Salento, 2022), improntate a una politica della cura socio-ecologica (de Leonardis, 2025; Borghi e Leonardi, 2024) e a una generale ricodificazione del lavoro (Tcherneva, 2022; Laruffa, 2020; Ciarini, 2025).
Il quadro fin qui definito pone in evidenza come gli sviluppi dell’ES come paradigma emergente si situino al bivio tra tendenze contrastanti. Da un lato, essa può essere letta come dispositivo di adattamento alle trasformazioni del welfare e del capitalismo contemporaneo; dall’altro, può rappresentare uno spazio di sperimentazione istituzionale, di ri-politicizzazione dei bisogni, di democratizzazione economica e di
costruzione di forme alternative di organizzazione del lavoro, della cura e della produzione.
L’ES si presenta quindi come un terreno di osservazione privilegiato per studiare le trasformazioni dei regimi di welfare, i processi di riorganizzazione dello Stato sociale, la costruzione di mercati dei servizi,
la ridefinizione delle funzioni pubbliche e le forme emergenti di regolazione territoriale. Al tempo stesso, l’ES può essere letta come uno spazio di produzione istituzionale dal basso, di sperimentazione democratica, di costruzione di reti mutualistiche e di elaborazione di pratiche capaci di mettere in discussione la subordinazione dell’economia alla logica del profitto.
Questa call intende pertanto promuovere un confronto che tenga insieme entrambe le dimensioni: da una parte, l’analisi critica delle ambivalenze dell’istituzionalizzazione dell’ES; dall’altra, l’esplorazione delle sue potenzialità trasformative, prefigurative e costituenti.
L’obiettivo principale è quello di affrontare le implicazioni delle dinamiche ambivalenti fin qui sintetizzate, mettendo in connessione gli approcci critici al fenomeno con quelli più orientati da uno stile di tipo prefigurativo. In questo senso, l’interesse di questa call è quello di indagare tanto i fattori sociali, politici e istituzionali che condizionano la forma e gli approcci nei confronti dell’ES quanto i possibili
modelli emergenti.

Obiettivi della call e assi tematici
La call si propone di raccogliere contributi originali che approfondiscano il ruolo dell’economia sociale nelle trasformazioni contemporanee dei sistemi economici e di welfare. Sono incoraggiati articoli sia di riflessione teorica che di analisi empirica (sia qualitativa che quantitativa), provenienti dal contesto nazionale e da quello europeo. Saranno particolarmente benvenuti contributi comparativi o storico comparativi,
così come lavori basati su studi di caso capaci di illuminare le configurazioni concrete e le dinamiche emergenti dell’economia sociale nei diversi contesti istituzionali e territoriali.

A titolo indicativo, ma non esaustivo, i contributi potranno collocarsi entro uno o più dei seguenti assi:

1. Approcci comparativi e storico-comparativi
Contributi che ricostruiscano genealogie, traiettorie storiche e varianti nazionali o territoriali dell’ES, mettendo in luce continuità e discontinuità tra forme storiche di mutualismo, cooperazione, associazionismo e configurazioni contemporanee dell’economia sociale.

2. Political economy dell’economia sociale
Analisi dei rapporti tra ES, modelli di crescita, capitalismo contemporaneo, politiche pubbliche, regolazione istituzionale e trasformazioni dello Stato sociale. Saranno benvenuti contributi che affrontino il tema dell’ES nel quadro delle trasformazioni del welfare mix, dei quasi-mercati, dell’esternalizzazione e delle nuove forme di governance.

3. Lavoro, occupazione e modelli organizzativi
Contributi che si concentrino sulle dinamiche del mercato del lavoro nell’ES, sulla qualità del lavoro, sui modelli di organizzazione, sulle professioni sociali, sulle condizioni di impiego, sulle motivazioni e sulle tensioni tra finalità solidaristiche e vincoli di sostenibilità economica.

4. Economia sociale, welfare e innovazione sociale
Articoli che analizzino il rapporto tra ES e trasformazioni del welfare locale, con particolare attenzione a co-programmazione, co-progettazione, co-produzione, amministrazione condivisa, innovazione
sociale, welfare territoriale e pratiche partecipative.

5. Sviluppo territoriale e divari spaziali
Contributi che mettano in luce il ruolo dell’ES nei processi di sviluppo locale, nella rigenerazione territoriale, nella costruzione di ecosistemi collaborativi, nonché nelle differenze tra aree urbane, periferiche, rurali, interne e nei divari Nord-Sud.

6. Beni comuni, ecologia politica, femminismo, decolonialità
Sono incoraggiati lavori che mettano in relazione l’ES con la riflessione sui beni comuni, la riproduzione sociale, la cura, la sostenibilità socio-ecologica, il pensiero femminista e le prospettive decoloniali,
interrogando il potenziale trasformativo dell’ES rispetto alle crisi del lavoro, del welfare e dell’ambiente.

7. Economia sociale e movimenti sociali
Contributi che esplorino il rapporto tra ES e movimenti sociali, mutualismo, pratiche di solidarietà,
autorganizzazione, conflitto sociale e produzione di nuove istituzioni democratiche.
8. Economia sociale come paradigma emergente
Riflessioni teoriche e empiriche che interrogano l’ES come possibile paradigma emergente, mettendone a fuoco limiti, ambivalenze, contraddizioni e possibilità prefigurative.

Modalità di partecipazione
Gli articoli, in italiano o in inglese, potranno essere presentati fino alla data limite del 15 settembre 2026.
Per presentare la proposta di articolo è necessario seguire la procedura informatica prevista dalla piattaforma Open Journal Systems (OJS) di FrancoAngeli al link: https://journals.francoangeli.it/index.php/sl/about/submissions.
Le informazioni tecniche utili agli Autori per la submission della proposta attraverso la piattaforma
sono sintetizzate in una Guida tecnica consultabile al link:
https://journals.francoangeli.it/public/guide/Guida_autori_FrancoAngeli.pdf.
L’articolo potrà avere una lunghezza massima di 8.000 parole e dovrà rispettare le norme redazionali
della Rivista sintetizzate nel documento al link:
https://www.francoangeli.it/riviste/NR/Sl-norme.pdf.
Non si accettano testi che non siano stati editati secondo le norme redazionali o di dimensioni eccedenti quelle indicate nella Call for papers. Gli articoli formattati secondo le norme redazionali e correttamente presentati nella piattaforma OJS sono sottoposti al processo di double blind peer review.

Bibliografia di riferimento

Aiken, M. (2006). How do social enterprises operating in commercial markets reproduce their organisational values. Paper presented at the 3rd Annual UK Social Enterprise Research Conference, London South Bank University.
Barbera, F., Dagnes, J., Salento, A., & Spina, F. (2016). Il capitale quotidiano. Un manifesto per l’economia fondamentale. Roma: Donzelli.
Borghi, V., & Leonardi, E. (a cura di) (2024). Il sociale messo in forma. Le infrastrutture come cose, processi e logiche della vita collettiva. Napoli-Salerno: Orthotes.
Borzaga, C., Gori, C., & Paini, F. (2023). Dare spazio: terzo settore, politica, welfare. Roma: Donzelli.
Busso, S., & Lanunziata, S. (2016). Il valore del lavoro sociale. Meccanismi estrattivi e rappresentazioni del non profit. Sociologia del lavoro, 142, 62-79.
Chaves-Ávila, R., & Soler Guillén, Á. (2023). Social economy resilience facing the COVID-19 crisis: Facts and prospects. In G. Krlev, E. Arena, M. Brzdak, & P. Mertens (Eds.), Social Economy Science: Transforming the Economy and Making Society More Resilient. Oxford: Oxford University Press.
Ciarini, A. (2025). Verso un nuovo patto sociale: lavoro, welfare e sostenibilità ecologica nella doppia transizione. Roma: Donzelli.
Dagnes, J., & Salento, A. (a cura di). (2022). Prima i fondamentali. L’economia della vita quotidiana tra profitto e benessere. Milano: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
de Leonardis, O. (2025). Preferirei di sì. Idee di riproduzione sociale sulle macerie del welfare. Roma: DeriveApprodi.
Dorigatti, L., Iannuzzi, F. E., Piro, V., & Sacchetto, D. (2024). Job quality in worker cooperatives: Beyond degeneration and intrinsic rewards. British Journal of Industrial Relations, 62, 1-23.
Fazzi, L. (2024). Lavorare stanca: chi va e chi resta nelle cooperative sociali. Impresa Sociale, 2, 58-68.
Henriksen, L. S., Smith, S. R., & Zimmer, A. (2015). Welfare mix and hybridity. Flexible adjustments to changed environments. Introduction to the special issue. Voluntas, 26, 1591-1600.
Laruffa, F. (2020). What is a Capability-Enhancing Social Policy? Individual Autonomy, Democratic Citizenship and the Insufficiency of the Employment-Focused Paradigm. Journal of Human Development and Capabilities, 21(1), 1-16.
Laville, J.-L. (2022). Origins and histories of the social and solidarity economy. In Encyclopedia of the Social and Solidarity Economy. Cheltenham: Edward Elgar.