Il contributo analizza street art e scritture urbane come pratiche performative capaci di ridefinire lo spazio pubblico e ampliarne la dimensione politica. Inserito nel quadro delle geografie sperimentali e della geografia sociale, l’articolo interpreta i segni urbani come atti contestualizzati che producono visibilità, conflitto e partecipazione oltre i canali istituzionali. La ricerca combina un percorso teorico con un sondaggio esplorativo realizzato a Roma tra il 2024 e il 2025 (233 questionari), volto a indagare le percezioni ordinarie di street art e graffiti. I risultati mostrano una gerarchia simbolica tra pratiche legittimate e stigmatizzate, ma confermano che anche i segni controversi contribuiscono alla costruzione politica dello spazio pubblico.