In questo articolo analizziamo il caso della costruzione di un aeroporto sull’isola di Kulhudhuffushi, nel nord delle Maldive, e la conseguente distruzione di una delle più grandi foreste di mangrovie del paese come esempio emblematico degli effetti diseguali e genderizzati delle politiche infrastrutturali. La sostituzione del mangrovieto con l’aeroporto, infatti, ha compromesso le vite delle fabbricanti di corde di cocco dell’isola che lavoravano nell’area umida, ha prodotto danni economici importanti e destabilizzato la loro infrastruttura sociale. Attraverso un approccio femminista e un focus sull’esperienza quotidiana, evidenziamo come, nel caso specifico, uno sviluppo infrastrutturale miope abbia trasformato in modo profondo le ecologie e le dinamiche socio-economiche dell’isola, accentuando le vulnerabilità preesistenti.