Studi e ricerche
N. 310 (2026): Italia Contemporanea - Sezione Open Access "In rete"
Un ulteriore campo di battaglia. Lo stupro come strumento di guerra nella repressione anti-partigiana al confine orientale
Abstract
L’articolo analizza gli stupri di guerra avvenuti nell’Operationszone Adriatisches Küstenland, la Zona di operazione del Litorale adriatico (Ozak), tra il 1943 e il 1945. Le caratteristiche peculiari dell’Ozak e la molteplicità degli attori in gioco permettono di mettere alla prova le categorie storiografiche, anche legate al genere e alle forme di costruzione della memoria; inoltre consentono di studiare il ricorso allo stupro come strumento di guerra in relazione alle stragi, all’occupazione e alla repressione anti-partigiana. Ricorrendo a un’ampia gamma di fonti, il saggio prende in esame le condotte dei reparti tedeschi (Wehrmacht e SS), del contingente cosacco-caucasico, delle milizie e delle bande fasciste per dare conto della diffusione del fenomeno, individuare una periodizzazione con riferimento ai luoghi e ai contesti e prendere in esame le specifiche pratiche di combattimento e repressione.
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