L’articolo ripercorre gli ultimi quindici anni dal terremoto che ha colpito L’Aquila e, attraverso un focus sul patrimonio abitativo, restituisce i processi in atto e le eredità del sisma. Polverizzazione, nuove centralità effimere, sovrapproduzione, abbandoni e nuovi divari sono l’esito dell’incapacità di risolvere i vecchi e nuovi squilibri territoriali, rendendo L’Aquila un caso eccezionale ma esemplificativo del contesto italiano.