La storiografia sulla costruzione di servizi collettivi e attrezzature nelle città italiane si è spesso concentrata su singoli quartieri di abitazione o su politiche settoriali di pianificazione. Il saggio legge servizi e attrezzature come parte di un più ampio processo di costruzione della città, ricostruendo traiettorie di trasformazione che – esito della combinazione di scelte compiute in diversi momenti da attori pubblici e privati – hanno contribuito a definire gli assetti di un settore della periferia di Torino dal Novecento a oggi. Le tre storie presentate isolano alcune modalità ricorrenti di produzione di abitazioni e servizi nello spazio urbano, sottolineando tra l’altro la capacità di alcuni architetti di accompagnare i processi assumendo al loro interno una pluralità di ruoli.