Nell’ambito del dibattito geografico e delle scienze sociali sul patrimonio, da alcuni anni gli ecomusei sono stati analizzati come realtà socio-spaziali multidimensionali implicanti vari aspetti, da quello comunitario ed educativo fino a quello socio-politico e ambientale, rivelandosi spesso promotori di narrazioni e pratiche in grado di trascendere la visione dualistica che contrappone società e natura. Riflettendo su un necessario superamento di tale dualismo e attraverso un dialogo tra il dibattito sulla conservazione conviviale e i critical heritage studies, questo contributo mira a riflettere sugli eventuali presupposti per lo sviluppo di visioni di gestione conviviale nell’ecomusealità concentrandosi sul contesto patrimoniale dell’Ecomuseo delle Erbe Palustri di Villanova di Bagnacavallo (Ravenna). L’adozione di una prospettiva etnografica ha permesso di analizzare le strategie messe in atto dalla comunità ecomuseale e da altri attori coinvolti nelle dinamiche di trasformazione del territorio, rivelando le possibilità, e soprattutto i limiti, implicati nel tentativo di sostanziare uno scenario di convivialità a livello territoriale.