La violenza occupazionale contro il personale sanitario rappresenta una criticità crescente, con conseguenze significative sulla salute degli operatori, sulla qualità dell’assistenza e sulla sostenibilità del sistema sanitario. Il presente studio analizza l’esperienza della Regione Puglia nell’implementazione di una strategia comunicativa integrata finalizzata alla prevenzione primaria delle aggressioni, con particolare attenzione al ruolo innovativo dell’Infermiere di Processo come figura di mediazione comunicativa.
L’analisi si basa sull’esame della serie storica degli episodi registrati nel biennio 2023-2024 e sulla valutazione delle iniziative implementate nella strategia regionale di prevenzione.
I dati evidenziano un incremento degli episodi da 116 nel 2023 a 325 nel 2024, con prevalenza di aggressioni verbali. La tipologia degli aggressori conferma la natura prevalentemente esterna della violenza, con pazienti e familiari responsabili della maggioranza dei casi. La strategia regionale si articola in due dimensioni: comunicazione interna, che comprende programmi formativi su de-escalation e gestione dei conflitti, e comunicazione esterna, attraverso campagne informative multicanale. L’elemento distintivo è l’istituzione dell’Infermiere di Processo, figura dedicata alla gestione proattiva delle relazioni nelle aree ad alto rischio quali i Pronto Soccorso.
L’esperienza dimostra che un approccio sistemico, che collochi la comunicazione efficace come elemento strategico centrale, contribuisce alla riduzione delle tensioni. Le implicazioni operative includono investimenti nella formazione comunicativa del personale, consolidamento di innovazioni organizzative e integrazione di competenze comunicative nella formazione pre-laurea. Il modello pugliese fornisce indicazioni replicabili per altri contesti territoriali.