Il presente lavoro racconta l’allestimento di un dispositivo gruppale per occuparsi dell’emergenza dei profughi arrivati dall’Ucraina a causa dello scoppio del conflitto con la Russia. Si tratta di un dispositivo, allestito all’interno della Cooperativa Arcipelago e finanziato dalla fondazione San Paolo, articolato, pensato per offrire un sostegno ai profughi, alle famiglie accoglienti, agli operatori e ai mediatori. Riteniamo, infatti, che la cura sia da intendere in modo complesso come uno sguardo e un’attenzione sia alle vittime dirette, sia a quelle indirette. Il contesto emergenziale, inoltre ci ha costretti a rivedere il tempo e il modo della cura. Era necessario sviluppare il progetto in pochi mesi e dotarsi di strumenti che integrassero l’uso della parola con il corpo. A tale scopo il gruppo gruppoanaliticamente inteso si è dotato di tecniche mutuate dalla psicologia dell’emergenza e dalla psicotrau-matologia (EMDR di gruppo, carte emozioni, disegno, debriefing).