Il lavoro descrive la possibilità di utilizzare il workshop di Cittadinanza Rifles-siva come metodo per promuovere l’ascolto della comunità locale dopo un femmi-nicidio. La matrice di Social Dreaming (SD) ha permesso di esplorare la tematica della violenza di genere, segnalando un bisogno nella comunità. Nonostante le sfide
organizzative e il carico emotivo, i sogni condivisi hanno permesso di avviare un processo faticoso e necessario. Il dispositivo del Grande Gruppo di cittadinanza ha facilitato la riflessione collettiva su temi quali comunicazione, speranza, ruoli di ge-nere e dialogo intergenerazionale. Sebbene sia stato difficile nominare esplicita-mente il tema del femminicidio, le riflessioni nei piccoli gruppi hanno permesso di contattare la difficoltà di elaborare contenuti traumatici e la necessità di trovare uno spazio per tutti generando forti risonanze emotive.