Il presente contributo prende avvio dalla lettura del libro Il campo di battaglia della mente. Note e testimonianze sulla guerra, edito da Vecchiarelli Editore e traccia alcuni itinerari di connessione, utilizzando le narrazioni mitiche, in particolare modo le tragedie di Eschilo (Sette contro Tebe, I Persiani e l’Orestea) in collegamento con alcuni inserti di matrice psicoanalitica e gruppoanalitica. Seguendo la lezione di Bion, il mito è utilizzato come un possibile modello della conoscenza per il gruppo, in grado di promuovere una funzione mitopoietica e ampliare spazi di pensabilità e comprensione della vicenda umana gruppale. L’intento è di sollecitare suggestioni emotive e immagini evocative per confrontarci con la tragicità del mondo contemporaneo.