Il presente articolo sottolinea il valore della corrente di psichiatria antropologica e fenomenologica ai fini dell’incontro diagnostico e del percorso terapeutico. Gli autori evidenziano il fatto che uno psicoterapeuta si approccia alla conoscenza del suo paziente, nel senso fenomenologico di comprensione, non solo attraverso il suo sapere, la sua padronanza di una teoria psicopatologica o la sua sagacità clinica ma soprattutto per la sua disposizione all’incontro e all’accoglienza dell’altro, sapendo ascoltare e lasciandosi sorprendere. Da questo punto di vista, anche la diagnosi assume una dimensione relazionale, non è una realtà ontologica ma un costrutto intersoggettivo.