Con questo lavoro, l’autrice ha cercato di portare l’attenzione sul misto di delusione, caos e vergogna che ci colpisce di fronte alle crudeltà della guerra. Ciò che sta accadendo a livello mondiale e sociale ci sgomenta e l’autrice ci invita ad accorgersi del portato psichico dello sgomento, proprio per non lasciarlo dilagare. La psicoanalisi ci ha mostrato come esso derivi dal crollo di una fantasia di invulnerabilità e ci ha aiutato a vedere come questo stato di shock rischi di condurre a una regressione civile e personale, costellata di sentimenti di inanità, incertezza e soprattutto di dipendenza dal leader. Uno dei fenomeni più preoccupanti di questa involuzione dell’Io davanti alla guerra è l’abituarsi alla perversione della realtà. In un viaggio tra psicoanalisi, storia e arte, Cordioli cerca di mettere in luce il diffuso senso di perversione e follia che si ingenera se non si cerca di arginare le angosce vissute a cospetto della distruttività.