Il presente contributo approfondisce la riflessione sul ruolo della supervisione pedagogica come dispositivo formativo fondamentale nella professionalità educativa, analizzandone le implicazioni teoriche e metodologiche.
Nella prima parte viene discusso il significato della professionalità riflessiva e collegiale, identificando nella pratica della riflessione condivisa uno strumento essenziale per produrre conoscenze situate e utili a promuovere la crescita personale e professionale di educatrici e educatori.
Successivamente, viene analizzata la supervisione pedagogica come dispositivo che promuove l’intersezione tra riflessività e critica, chiarendo come queste due dimensioni, attraverso il confronto su casi concreti, possano condurre a una maggiore consapevolezza delle contraddizioni e delle potenzialità trasformative insite nella pratica educativa.
La terza sezione affronta la necessità di formare educatrici e educatori capaci di una riflessione critica profonda sulle proprie azioni e sulle teorie implicite che le sostengono, superando resistenze al cambiamento e meccanismi di autoinganno. Viene quindi proposta la supervisione pedagogica come elemento cardine della formazione iniziale, capace di sviluppare negli studenti un habitus riflessivo e critico.
Nella parte conclusiva, vengono indagate attraverso una ricerca esplorativa, sia pure in via preliminare, le modalità operative e le dinamiche formative della supervisione pedagogica, evidenziando l’importanza di contesti dialogici e partecipativi per stimolare la riflessione critica degli studenti.
L’articolo propone, pertanto, l’opportunità di integrare e rafforzare in maniera rigorosa la supervisione pedagogica nei percorsi formativi universitari per consolidare una professionalità educativa riflessiva, capace di gestire in maniera critico-trasformativa le sfide educative del tempo presente.
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