Skip to main navigation menu Skip to main content Skip to site footer

Partecipazione e valutazione: nuove prospettive per una condivisione dell’azione pubblica”

2026-02-16

Razionale e obiettivi
La partecipazione ai processi che caratterizzano le politiche pubbliche non è un tema nuovo, ma la sua evoluzione negli ultimi anni ne ha trasformato profondamente il significato e la portata. Da strumento per gestire la conflittualità sociale in decisioni e attuazioni complesse – come nei
processi di rigenerazione urbana o ambientale – la partecipazione è progressivamente divenuta una componente strutturale dei processi di co-programmazione e co-progettazione di politiche e
servizi, in particolare nel campo del welfare e della cittadinanza attiva.

Nell’ambito della valutazione delle politiche e dei programmi, invece, la partecipazione ha trovato applicazione più limitata e spesso strumentale. Le esperienze più diffuse si concentrano nei contesti dei programmi cofinanziati dai fondi europei, dove il coinvolgimento degli stakeholder è
mediato dal valutatore indipendente o realizzato attraverso indagini di percezione rivolte al cosiddetto “grande pubblico”. Rari sono, invece, i casi di autovalutazione partecipata o di coinvolgimento diretto della cittadinanza – organizzata o non – nei processi di costruzione del giudizio valutativo o nelle fasi ex ante di identificazione dei bisogni e delle priorità di policy.

Negli ultimi anni, tuttavia, l’interesse verso forme più inclusive e dialogiche di valutazione è cresciuto, spinto da approcci che valorizzano l’apprendimento collettivo, la co-produzione del valore pubblico e l’accountability orizzontale. In questo quadro, la partecipazione non è più solo un
metodo di coinvolgimento, ma diventa una dimensione epistemologica e politica della valutazione, capace di ridefinire le relazioni tra valutatore, amministrazioni, cittadinanza e interessi organizzati, e di contribuire a processi di riflessione condivisa su ciò che funziona, su ciò che non funziona e sul perché.

L’obiettivo di questa call for paper è raccogliere contributi teorici e casi applicativi che intendono esplorare la partecipazione non solo come metodo e strumento del policymaking, ma come dimensione epistemologica e politica della valutazione, capace di incidere sulla costruzione del valore pubblico e sulla qualità democratica dei processi decisionali. Attraverso esperienze che spaziano dalle istituzioni europee ai territori locali, dalle università alle politiche giovanili, i contributi mettono in luce diverse declinazioni della partecipazione: come strumento di trasparenza e legittimazione, come leva di co-progettazione e apprendimento collettivo, come pratica di anticipazione e visione condivisa del futuro, fino alla sua
integrazione strutturale nei modelli di governance.

Scopo e ambito di interesse
Per esplorare la visione della partecipazione di cui sopra si invitano contributi capaci di interrogarsi su:

  • chi partecipa e con quali competenze nei processi valutativi;
  • come le metodologie partecipative possano sostenere l’analisi, la previsione e la valutazione di politiche complesse;
  • come le tecnologie digitali supportano sia i fenomeni partecipativi sia la valutazione di questi processi;
  • in che modo la partecipazione trasformi le relazioni tra valutatori, decisori e cittadini, superando le asimmetrie di potere e informazione.

L’obiettivo è quello di offrire alla comunità della valutazione una prospettiva rinnovata sulla partecipazione, intesa non più solo come tecnica di coinvolgimento, ma come chiave
interpretativa e trasformativa capace di rendere la valutazione uno spazio condiviso di dialogo, apprendimento e responsabilità pubblica.

I contributi raccolti, pur potendo essere differenti per contesto e approccio, dovranno condividere questa prospettiva comune: mostrare come la partecipazione possa tradursi in pratica valutativa viva e situata, capace di rigenerare linguaggi, strumenti e relazioni nei diversi livelli di governance,
e di contribuire alla costruzione di politiche più giuste, trasparenti e condivise.

Modalità di presentazione dei contributi
I contributi proposti saranno sottoposti a una procedura di “doppio referaggio cieco” e selezionati a giudizio insindacabile dei referee. Non saranno accettate proposte già pubblicate altrove nella medesima forma, incluso il sito dell’AIV. A chi propone un articolo è richiesto di suggerire due possibili referee per la revisione.
I contributi, in italiano o inglese, dovranno rispettare i seguenti requisiti (pena la non accettazione):

  • Lingua: italiano o inglese.

  • Lunghezza: 40.000–50.000 battute (spazi, grafici e tabelle inclusi).

  • Rispetto rigoroso delle norme redazionali della RIV pubblicate sul sito dell’editore Franco Angeli.

  • I contributi non devono essere già pubblicati, nella stessa forma, su altre sedi (incluso il sito AIV).

  • Invio: esclusivamente tramite la piattaforma online dell’editore.

  • Gli autori sono tenuti a suggerire due possibili referee.

Le proposte dovranno essere caricate sulla piattaforma online a partire dalla data di pubblicazione di questa call e fino al 31 marzo 2026. Il processo di peer review si concluderà entro la fine di maggio 2026. I contributi selezionati saranno pubblicati su un volume della RIV del 2026 o sul primo volume del 2027 e comunque secondo le tempistiche e la sequenza che la redazione riterrà più coerenti con la strategia editoriale. Si invitano autrici e autori a tenere conto di questa collocazione temporale per garantire la massima attualità dei loro lavori.