L’articolo propone una cornice metodologica per la lettura di contributi basati
sull’osservazione diretta in ambito psicoanalitico. A partire dall’esperienza formativa
di tirocinanti inseriti in contesti gruppali, viene delineato il dispositivo osservativo
nelle sue tre fasi principali: osservazione, scrittura e discussione in gruppo.
L’autore evidenzia il valore dell’osservazione come pratica di formazione all’ascolto
e alla sospensione del giudizio, sottolineando il ruolo della frustrazione e del silenzio
come elementi centrali del processo. La riflessione si colloca nel quadro delle trasformazioni
contemporanee della famiglia e delle nuove configurazioni psichiche.