Questo articolo nasce dall’esperienza dello spettacolo “La gioia interiore”, presso la Basilica di Massenzio a Roma, con la partecipazione di Vito Mancuso e del coro dell’Opera di Roma. Uno spettacolo costruito tra le rovine per far dialogare musica rinascimentale, riflessione e risonanze spirituali, esplorando la gioia interiore come esito di un processo trasformativo che coinvolge corpo, psiche e spirito. Il percorso della serata si intreccia con riferimenti ad alcuni autori, configurando la gioia come forma di fedeltà a se stessi e possibile risorsa di cura in un tempo segnato da guerre, precarietà e disumanizzazione. Infine, l’articolo propone la gioia interiore come gesto di resistenza capace di far emergere uno spazio condiviso di senso.