“Il tutto è più della somma delle parti” è il principio aristotelico su cui l’autore fonda questo testo sull’urbanistica portoghese. L’ambito geografico è quello delle regioni del mondo con influenza culturale portoghese e, in termini cronologici, si concentra sul Primo Impero (Età Moderna, dal Rio delle Perle, in Cina, al Rio della Plata, in Sud America), senza tralasciare i precedenti medievali e le estensioni nel Secondo Impero (dall’Era delle Rivoluzioni alla decolonizzazione nel 1975 e incentrato sulle colonie africane). Partendo da una breve ma critica panoramica della ricca evoluzione della storiografia urbana portoghese, con particolare attenzione all’urbanistica, ho concluso che il suo sviluppo ha subito un rallentamento, con lavori incentrati sulla morfologia urbana tradizionale, cioè focalizzati su poco più della bidimensionalità del piano urbano. Cercando di superare questa impasse, l’autore formula una questione che, poiché convoca conoscenze ben oltre le caratteristiche dei piani delle città portoghesi e di influenza portoghese, implica un cambiamento di metodo e di approccio, poiché i casi e persino le fonti sono necessariamente gli stessi, ma non gli strumenti. Successivamente, secondo un mosaico di sette componenti che, in modo così suggestivo e ambiguo, considera “prove di contatto”, prova a dare una prima risposta, lasciando chiaramente aperta la sfida del suo sviluppo e dell’ampliamento in lavori successivi.