Nel 1989, a un anno dai mondiali di calcio Italia ’90, il Ministero del Turismo e dello Spettacolo finanzia il progetto cinematografico “12 registi per 12 città” allo scopo di promuovere l’evento sportivo attraverso un racconto artistico che unisse cinema e storia urbana a dodici importanti registi italiani (Antonioni, Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Bolognini, Lattuada, Lizzani, Monicelli, Olmi, Pontecorvo, Rosi, Soldati, Wertmüller, Zeffirelli) viene assegnato il compito di sceneggiare e girare un cortometraggio di circa quindici minuti sulle dodici città ospitanti l’evento. Il progetto cinematografico del 1989 risulta essere fondamentale per l’analisi di numerose architetture costruite per il Mondiale – non solo gli stadi, ma anche diverse infrastrutture di notevole dimensioni (stazioni ferroviarie, strade, parcheggi, attrezzature atte a riconfigurare intere aree urbane) – che, nei cortometraggi, sono visibili in cantiere o addirittura ancora assenti dal palinsesto cittadino. Si tratta, dunque, di una serie di documenti di studio di grande interesse che offrono molteplici livelli di lettura. Non risultano solo utili per comprendere meglio le vicende cantieristiche di alcune strutture architettoniche, ma possono essere considerati come un atlante composto da una carta topografica dei luoghi interessati dagli interventi per il Mondiale, affiancata dalla mappa di una sorta di “cine-città” raccontate attraverso lo sguardo degli autori. Il cinema, infatti, con la sua capacità di coinvolgere emozioni e sensi, offre agli studiosi di storia dell’architettura e della città nuove prospettive di indagine rispetto a quelle deducibili da fonti documentarie tradizionali come elaborati grafici o fotografie.