Il saggio traccia la vita di uno sconosciuto rivoluzionario, che negli anni napoleonici tentò di tenere assieme scienza, lettere e politica sotto il segno della piena adesione al nuovo ordine di Francia. La sua vita fu però costellata di fallimenti: il suo impegno per il rinnovamento della scienza medica andò presto frustrato, la sua pur numerosa produzione poetica passò pressoché inosservata e il suo impegno per la costruzione di una nuova identità nazionale venne disatteso. Da qui la carriera delle armi, che lo avrebbe portato a incontrare la morte nel corso della campagna di Russia. Dalla ricostruzione dei molti fallimenti di Serafino Maffei, che gli impedirono un riconoscimento scientifico e culturale e lo obbligarono alla carriera delle armi, traspare un quadro della stagione napoleonica sotto il segno di antiche e nuove diseguaglianze che ne offuscano il profilo modernizzatore.