Questo contributo si propone di affermare il valore della scrittura e della sua acquisizione nella pratica d’insegnamento. Se il bambino è lettore ancor prima della scolarizzazione perché i suoni della sua lingua madre sono appresi naturalmente già nella vita intrauterina, e poi confermati nei primi anni, attraverso le voci ascoltate e ripetute; i grafemi richiedono, invece, un insegnamento specifico, un apprendimento strutturato, una ortografizzazione del linguaggio orale: una complessa operazione di transcodifica dalla lingua orale a quella scritta. La scelta del metodo e del carattere di scrittura, nella prima fase dell’apprendimento, rispondono a principi di inclusione e accessibilità. Al corsivo si procede con la gradualità e la sistematicità di un esercizio lento, un passo di danza con la mano. Infine l’articolo riporta una breve indagine non rappresentativa né generalizzabile di alunne ed ex alunni che usano ancora il corsivo o lo hanno sostituito con lo stampatello minuscolo, motivandone la scelta.
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