La narrazione come luogo inclusivo, tempo e logos riflessivo-trasformativo. Il diario di tirocinio come esperienza di problematizzazione narrativa della professionalità docente
Il lavoro di ricostruzione delle epistemologie professionali dei docenti riveste, non soltanto un’importante funzione euristica, ma anche una significativa valenza formativa, in quanto rende i professionisti consapevoli delle condizioni epistemiche delle pratiche realizzate offrendo loro produttive occasioni di riflessione e di autoriflessione in cui possono esercitare, con differenti dimensioni e livelli di profondità, innovative forme di indagine critica sul proprio agire, rivisitando, non solo le implicazioni teorico-concettuali ma, in primis, i presupposti impliciti, le precondizioni culturali e sociali, i vincoli più o meno occulti che le condizionano. Conferire una “forma narrativa” a ciò che accade mediante l’azione di chi si narra con la pluralità di vissuti e di storie complesse e “difficili” all’interno di un di contesto accogliente ed inclusivo consente a tutti ed a ciascun soggetto di essere ri-conosciuto e di compartecipare alla sfida dell’abitare inclusivo nel comune territorio d’appartenenza. La narrazione come spazio, tempo e logos riflessivo implica l’attivazione di un processo dialogico di natura sociale che favorisce vera e propria condivisione comunitaria: come processo individuale diventa linguaggio di comune emancipazione esistenziale, perché non è soltanto monologo con se stessi, ma riflessione rigenerativa dell’esperienza vissuta che ri-orienta costantemente l’agire professionale, ri-significandolo. Il diario di tirocinio come strumento di riflessione professionale contribuisce a ri-vivificare la formazione del docente inclusivo e le tradizionali impostazioni didattico-curricolari e gestionali, ridimensionando il rischio della omologante standardizzazione.
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